Quando si parla di Carnevale in Sicilia, un nome spicca tra quelli che vantano tradizioni più antiche: Termini Imerese. Qui, infatti, la festa carnevalesca è considerata la più antica dell’isola — un titolo che non nasce dal nulla, ma da decenni di tradizione documentata e ricordi popolari.
Le radici storiche
Non esiste una data di fondazione precisa come per una nascita ufficiale, ma ci sono riferimenti documentali risalenti al 1876, quando una “Società del Carnovale” risultava attiva nella città. In quell’anno sono state ritrovate ricevute di pagamento emesse dalla società locale, che dimostrano l’esistenza di una organizzazione stabile per i festeggiamenti già in quel periodo.
Queste tracce scritte sono rare per i carnevali provinciali dell’epoca e costituiscono una base concreta per sostenere l’idea di una festa ben radicata nella seconda metà dell’Ottocento, cioè oltre 145 anni fa.
Origini popolari e legami culturali
Secondo la tradizione locale, il Carnevale termitano iniziò come festa di quartiere, nata da un gruppo di immigrati napoletani (i cosiddetti “Napulìti”) che si stabilirono nella borgata fuori Porta Palermo dopo i tumulti del 1848. Essi portarono usanze di festa che, mescolate con la cultura contadina e marinara del posto, diedero forma a quello che sarebbe diventato il Carnevale cittadino.
All’inizio era una celebrazione semplice: feste nei cortili, musica, vino e almeno una festa di comunità. Solo col tempo la manifestazione si strutturò, fino a diventare un appuntamento fisso con sfilate, comitati organizzativi, costumi e carri allegorici.
Questa storia fa dunque del Carnevale di Termini Imerese il primo nella lista tra i carnevali siciliani con continuità di celebrazioni documentate.







